La fine del Nuovo - Inaugurazione


Dove: Villa Manin di Passariano e Villa Ottelio Savorgnan (Ariis Rivignano Teor/Ud)

 

MAGGIO 21

La fine del Nuovo - Inaugurazione
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Dal 21 maggio 2016 al 21 maggio 2017, 77 artisti, 400 opere, una vista lunga un anno e divisa in 14 parti con altrettante location, una mostra d’arte visiva talmente estesa da non poter essere contenuta con un unico sguardo, le prime due a Villa Manin e Villa Sovergnan.
Una mostra d’arte contemporanea come un grosso volume diviso in 14 capitoli, pubblicati a puntate, corrispondenti ad altrettanti palazzi e siti (lista completa delle location nel pieghevole).

Artisti, critici, intellettuali delle città coinvolte, troveranno spazio nella produzione, comunicazione e documentazione dell’iniziativa, e saranno invitati a partecipare dalla ideatrice Monica Nicoli e dal curatore Paolo Toffolutti, così come verranno proposti ulteriori contributi attratti dal tema e delle collaborazioni che si verranno a creare nell’arco di un anno. Una mostra dalla struttura a palla di neve che si accrescerà e si modificherà strada facendo grazie ai contributi apportati con i successivi riallestimenti - ripetizione differente - sia per opere che per concept della mostra, che si andranno a arricchire in ragion delle pratiche culturali raccolte nei luoghi e delle istituzioni pubbliche e private coinvolte.

Il titolo della mostra la fine del nuovo intende tematizzare una specifica condizione già sorvegliata dalle poetiche contemporanee dell’arte cioè il superamento del momento della produzione dell’opera in ragione del suo consumo elaborato nella fase di comunicazione e diffusione pubblica del prodotto. L’importanza assunta nel riposizionare e ridefinire la ricezione dell’opera, costituisce per artista-critico-pubblico il vero soggetto da plasmare e riprogrammare in ragione di un nuovo principio di realtà che li vede confondersi e sparire dalla scena, così divisi e distinti per vestire il ruolo unico e trasversale di utente-consumatore.

Una mostra che affronta il tema del superamento disciplinare nelle arti visive, non più pittura, grafica, oggetto, fotografia, architettura, scultura, disegno, video, danza, scultura teatrale, stampa, comunicazione, etc…; il superamento dei concetti e delle pratiche di opera, pubblico, artista critico; il superamento del paradigma del nuovo, del lacaniano object-a inteso quale motore di crescita e sviluppo del modernismo. Il nuovo, quale “fanale che fa ombra” annunciato da Charles Baudelaire nel lontano 1863 si va spegnendo.
Così come “l’effimero, il fugace, il contingente, di cui l’altra metà è l’eterno e l’immutabile”, si stanno dissolvendo come nebbia al sole al cospetto delle estetiche cannibali, della postproduzione e delle pratiche virali che negano qualsivoglia dicotomia tra assenza e trascendenza. Ora il nuovo non interessa più i processi artistici, e la critica, gli artisti, il pubblico non lo ricercano, non lo producono, non lo invocano: hanno maturato il loro disinteresse per la novità. Nell’arte moderna e contemporanea il concetto di nuovo, decaduto con l’oggetto trovato in soffitta pronto-fatto (ready-made) da Marcel Duchamp nel lontano 1913, riposizionato con l’oggetto impresentabile nel 1917, trasdotto di segno da iconico ad indicale dalle neoavanguardie, oggi divenuta una questione virale che si trasmette come una malattia contagiosa, non per contatto diretto alla vista degli oggetti o della loro immagine - o con la lettura dei loro bugiardini - ma con la ricaduta sul corpo desiderante. Una pandemia non facilmente arrestabile con le profilassi messe a punto dal modernismo o dal postmodernismo; la pandemia di cui ci si deve occupare oggi ci trova ormai tutti infetti. Bene, si vada a cominciare: sabato 21 maggio 2016 dalle ore 15.00 nella Sala convegni di Villa Manin a Passariano con il capitolo primo Itinerario da pendolari.

La mostra è organizzata da neo.associazione culturale di Udine per festeggiare il suo ventesimo anno di fondazione. L’associazione celebra l’anniversario con una mostra uguale e diversa nei suoi appuntamenti essendo anche il sostantivo neo cioè nuovo, usato quale nome dato alla stessa per ri-definire dal 1996 contenuti ed aspetti nelle attualità delle arti visive a partire dal circostante.

 

 

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