Mereto di Tomba

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Mereto di Tomba, un piccolo comune dell’alta pianura friulana centrale, è costituito da sei frazioni (Plasencis, Savalons, San Marco, Tomba, Pantianicco, Castelliere) e il capoluogo, Mereto, forma contratta di Melereto o Melareto, cioè “luogo dove si coltivano le mele”, successivamente mutato in Mereti tumbae, in seguito al ritrovamento dell’antica tomba risalente forse all’epoca dei castellieri. Proprio recentemente infatti, i ricercatori dell'Università di Udine impegnati nella campagna di scavi iniziata nel 2008 hanno scoperto, sotto il tumulo detto Tùmbare, l'intero scheletro di una importante personalità vissuta nel III millennio a.C.

Sebbene di piccole dimensioni, il comune è particolarmente ricco di incantevoli chiesette, come la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, edificio della prima metà del Settecento che ospita statue scolpite da Giuseppe Torretti, la chiesetta cimiteriale dei SS. Daniele e Agostino che conserva affreschi del XVI secolo; la chiesetta campestre di Sant’Antonio, con resti di affreschi cinquecenteschi attribuiti a Gaspare Negro (1530 ca.); la chiesetta parrocchiale di San Marco in Friuli, costruita nel 1902 su disegno dell’architetto Girolamo D’Aronco con l’intervento dei maggiori artisti friulani dell’epoca.

Nella frazione di Savalons è consigliata la visita al castelliere, il villaggio fortificato risalente all’età del bronzo che occupa un’area di circa 40 mila metri quadrati. Sempre a Savalons è possibile visitare la tomba di Jole de Cillia (1921-1944), eroina che partecipò all’attività partigiana, impegnata in azioni pericolose quali la staffetta. Morì all’età di ventitre anni durante uno scontro con i fascisti nella zona di Palcoda e nel 1957 le fu conferita la medaglia d’argento al Valor Militare.

Mereto di Tomba ha dato i natali anche a Concetta Bertoli, detta la crocifissa di Mereto di Tomba, per la quale è attualmente in corso la causa di beatificazione per il suo esempio di incrollabile fede e amore per il Cristo nonostante abbia patito per tutta la vita enormi sofferenze fisiche. La sua abitazione è aperta alle visite tutti i giorni in via SS. Daniele e Agostino.

Sulla sponda del torrente Ledra, fra Mereto e Pantianicco, è collocato il Mulino romano o Mulin di Marchet, realizzato nel 1881 e riconosciuto dalle Accademie delle Belle Arti come uno dei tre mulini ancora in funzione nel territorio friulano. Oggi è sede di una trattoria, caratteristico punto di ristoro dove assaporare la cucina tipica friulana e luogo nel quale si organizzano manifestazioni ed eventi culturali.

Per gli appassionati della storia delle motociclette di fabbricazione italiana la frazione di San Marco riserva una sorpresa da non perdere: il museo della moto d’epoca, nato dalla passione dei gestori dell’officina meccanica che lo ospita. I numerosissimi esemplari raccolti nel tempo dichiarano la cura e l’attenzione “filologica” che i proprietari riservano nel ripristinare tutte le parti del motore e della carrozzeria dei singoli pezzi. L’esposizione è visitabile.

 

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