Lestizza

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Nel cuore dell’abitato di Lestizza, da poco rinnovato, sorgono due delle incantevoli ville che rendono il Medio Friuli un luogo tanto suggestivo. La prima, villa Fabris, costruita a partire dal XVII secolo sulle rovine di un edificio quattrocentesco, è circondata da un giardino delimitato da una cinta muraria coronata da statue di tufo e da edifici rustici, scuderie e cantine che si chiudono intorno al cortile interno. Attigua ad essa, villa Bellavitis, un tempo dimora della scrittrice Elena Fabris Bellavitis (1861-1904), autrice di novelle e romanzi. Attualmente la villa, di proprietà comunale, è in restauro per ospitare poi la Biblioteca e le collezioni archeologiche rinvenute sul territorio. Nel centro storico di Lestizza, che si snoda fra affascinanti calle e strette viuzze comunicanti, si innalza anche la nota Torresse di Garzit, costruita nel XV secolo come torre di avvistamento contro l’avanzata turca. La torre svetta appena fuori dall’antica cortina muraria di cui si intuiscono ancora le tracce. La cortina, voluta per proteggere la zona intorno alla chiesa tra il XIV e XV secolo, rimase intatta fino agli anni trenta del Novecento. In seguito, una delle torri d’avvistamento fu trasformata nella parrocchia di San Biagio, dove si possono ammirare le interessanti opere altaristiche dei fratelli Giovanni e Giuseppe Matiussi. Di notevole interesse anche la vicina chiesetta di San Giacomo, un tempo cappella privata della famiglia Fabris.

Nella frazione di Galleriano, su un sito archeologico di epoca romana, sorge Villa Trigatti, complesso seicentesco recentemente ristrutturato ed oggi vivace centro culturale. Merita un’attenzione particolare il forno a legna di fine Settecento collocato esternamente, che è stato recentemente ripristinato per continuare a svolgere la sua antica funzione.

Nella campagna fra Galleriano e Nespoledo si estende un’area molto interessante sia dal punto di vista ambientale e naturalistico che archeologico-storico: “Le rive” (Las Rives), così chiamata perché anticamente vi scorrevano le acque della Lavia Peraria, il cui letto fece da limite naturale al villaggio fortificato sorto più di tremila anni fa. Si intravedono ancora le tracce dei terrapieni sui quali si pensa venissero erette le palizzate a scopo difensivo secondo una tipologia abbastanza comune a tutti i castellieri della pianura medio friulana. Più o meno allo stesso periodo del castelliere di Galleriano appartiene anche la tomba a tumulo rinvenuta integra a poca distanza, in località Campo Tosone nei pressi di Nespoledo, che secondo gli studi finora condotti sembrerebbe appartenere ad una persona molto importante nell’organizzazione sociale del villaggio.

Sempre nella frazione di Nespoledo, merita una visita la parrocchia di San Martino, impreziosita dalle opere di alta levatura artistica realizzate da Domenico Paghini (1777-1850), pittore, incisore, restauratore e musicista, e da Giovanni Fantoni, che ha affrescato la zona presbiteriale tra il 1924 e il 1929.

Proseguendo oltre la chiesa lungo la via principale del paese si incontra Casa Tosone, imponente edificio risalente al XVIII secolo con la tipica struttura friulana a corte chiusa con apparati decorativi classici.

E per chi voglia coniugare arte e buon cibo, nella frazione di Villacaccia una casa colonica costruita secondo i criteri più tipici dell’antica edilizia rurale è stata adibita a sede dell’associazione “I Colonos”, che ospita un agriturismo e spazi riservati ad eventi di grande successo.

 

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