Camino al Tagliamento

comune di

La storia di questo comune medio friuliano è stata determinata tanto dagli uomini quanto dalla sua natura, soprattutto dagli umori del grande fiume Tagliamento. La ricchezza dei corsi d’acqua, da quelli di modesta portata al grande fiume, ha determinato il carattere stesso del luogo: una campagna particolarmente fertile che offre un paesaggio agreste scandito dall’ordine geometrico delle aree coltivate, dalle grandi estensioni riservate alla viticoltura e dai boschetti di farnie secolari.

L’accoglienza che offre il comune di Camino al Tagliamento è una successione paesaggistico-architettonica che non si dimentica facilmente. L’impatto di villa Colloredo Mels Mainardi Bianchi è decisamente scenografico, con il portale dai due obelischi, il ponte levatoio sul fossato antistante la facciata, la chiesetta cimiteriale di San Canziano, risalente al XV secolo, che sorge proprio davanti alla villa. L’edificio, oltre ad essere adibito in parte a bed & breakfast, ospita anche una scuola d’equitazione che offre la possibilità di effettuare serene passeggiate a cavallo nella campagna circostante o avvicinarsi all’ippoterapia. Inoltre, al suo interno si tengono corsi di musica. Altrettanto suggestivo il palazzo Savorgnan Minciotti, di fondazione cinquecentesca, che si trova nel cosiddetto Borc dai siôrs, un borgo di particolare interesse architettonico, con palazzi appartenenti a ricche famiglie proprietarie terriere la cui struttura tipica è quella dei borghi rurali friulani: edifici posti lungo la strada con i portoni di accesso alle corti interne, rustici per l’attività agricola e orti.

Il paesaggio di Camino al Tagliamento è costellato di magnifiche chiese, tra cui ricordiamo la chiesa Arcipretale d’Ognissanti, edificio in stile neoromantico degli anni venti del Novecento, le cui pareti interne accolgono le decorazioni murali di Tiburzio Donadon, che qui intervenne tra il 1933 e il 1937; la chiesa di San Lorenzo martire a Bugnins, con opere di Pomponio Amalteo (1508-1588), erede di uno dei più grandi maestri del Rinascimento italiano, Giovanni Antonio da Pordenone, e la chiesa di Santa Maria di Pieve di Rosa, attorno alla quale si è sviluppato il piccolo insediamento di Pieve di Rosa, dalle caratteristiche interessanti sia dal punto di vista storico che paesaggistico. Da Pieve di Rosa si imbocca la strada che costeggia il Tagliamento e si arriva a Bugnins, caratteristico borgo rurale da cui recentemente è venuta alla luce una vera e propria necropoli risalente all’età del ferro.

Risalendo verso Glaunicco, si scoprono luoghi di raro fascino, particolarmente amati da Ippolito Nievo, che ne lasciò pagine descrittive di grande suggestione. Fulcro della frazione di Glaunicco è il mulino, dove è in parte ambientata la novella nieviana ”Il Varmo”, posto lungo la strada di collegamento con Camino in un contesto ambientale ricco di fascino, con le acque del fiume Varmo ad alimentare la grande pala, attiva per la macinazione dei cereali fino agli anni sessanta del Novecento e oggi attrazione irresistibile per quanti scelgono i sapori tradizionali offerti dal ristorante che qui ha trovato facile collocazione.

In tutto il territorio comunale l’offerta gastronomica è ampia e di qualità: salumi, vini doc e piatti genuini della cucina friulana sono il biglietto da visita di tutte le locande e i ristoranti della zona. Oltre all’incantevole paesaggio, alle bellezze artistiche e al buon cibo, Camino al Tagliamento offre la possibilità di praticare sport a contatto con la natura. In particolare, grazie ai percorsi cicloturistici naturali, è una terra perfetta per pedalare, immergendosi completamente nella pace e nella tranquillità di un paesaggio integro, con campi coltivati racchiusi da filari alberati, poderi isolati, mulini e borghi ben conservati, lontani dal rumore cittadino e dall’inquinamento delle strade.

 

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