Bertiolo

comune di

Bertiolo è il comune friuliano rinomato per le sue peculiarità ambientali. Il territorio è infatti composto da tre frazioni - Sterpo, Pozzecco e Virco - che rivestono una grande importanza economica per la regione in quanto, oltre all’elevato pregio artistico di monumenti e opere presenti, alterna paesaggi differenti quanto spettacolari, rigogliosi di vegetazione e specie animali, in particolare uccelli e fauna ittica.

Dal punto di vista paesaggistico non si può non rilevare la zona dove è situato Sterpo, ricca di risorgive. Dato l’alto livello di umidità, la natura offre numerose specie di vegetali appartenenti alla categoria dei funghi. Vi si ammirano anche diverse varietà di salici, ontani, frassini, querce, platani, aceri e fiori fra cui spiccano le variopinte orchidee.

Sorge nel borgo rurale di Sterpo l’imponente villa Colloredo Venier, costruita sul finire del XVIII secolo sulle rovine di un castello trecentesco e circondata da un vasto parco delimitato dalle acque del fiume Stella, che alimentano le pale del mulino ancora oggi visibile lungo la strada. La natura, qui particolarmente generosa, ha donato al parco della villa uno splendido esemplare di quercia plurisecolare, uno dei più grandi in Italia (oltre 20 metri di altezza), protetto come monumento naturale.

Anche nella frazione di Virco la presenza delle falde sotterranee ha dato vita ad una vegetazione rigogliosa. In particolare, ricopre una superficie di 80 ettari il “Biotopo delle Risorgive di Virco”, un alternarsi di habitat straordinari come boschetti e prati umidi, frequentati da albanelle, scoiattoli e rari insetti. L’area naturalistica è anche coinvolta nel progetto di recupero di un antico mulino, con intento di trasformarlo in centro visite per esplorazioni guidate lungo i sentieri più suggestivi del territorio.

La frazione di Pozzecco, invece, sorge al di là della Stradalta, la storica strada napoleonica che divide in due il territorio di Bertiolo segnando anche un rapido cambio paesaggistico dalla zona delle risorgive ad una povera d’acqua, come evoca il toponimo "puteus sicus" - pozzo secco - a causa del livello molto basso delle acque sotterranee. La vegetazione è qui rappresentata da vari tipi di arbusti e piante, tra cui acacie, gelsi e viti, tutti importati da altre regioni, i tipici sambuchi e susini selvatici nonché il vegetale caratteristico della zona, il ranuncolo, pianta tanto bella quanto velenosa. Non è raro in questi posti imbattersi in un caponero o in una lepre.

Dal punto di vista artistico Bertiolo ha tanto da offrire. Dal monumentale Santuario della Madonna di Screncis, meta di pellegrinaggi fin dal ‘400, alla chiesa di San Martino, santo al quale è dedicata la splendida tela realizzata nel 1832 dall’udinese Odorico Politi (1785-1846), uno dei massimi esponenti della cultura figurativa neoclassica della regione, passando per la chiesa dedicata alla Santissima Trinità, che ospita lacerti di affreschi risalenti al XIII-XIV secolo e una campana che reca impressa la data 1287. Si tratta della campana più antica che si conosca in provincia di Udine, scampata alle fusioni imposte durante la Grande Guerra.

Bertiolo appartiene al circuito nazionale delle città del vino e rappresenta quindi il luogo ideale per degustare i vini del territorio, dai rossi corposi e raffinati ai bianchi noti in tutto il mondo. La musica è un altro elemento molto importante per la comunità locale e per questo non è raro incontrare per le strade le bande del posto impegnate in piacevoli esibizioni musicali.

 

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